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EVGENIA KOULIKOVSKAYA LA DONNA SENZA ROVESCIO

MAR 24/06/2003 Nonostante la sconfitta al primo turno del torneo di singolare femminile di Wimbledon Evgenia Koulikovskaya è passata alla ribalta per una sua singolare caratteristica: la 24enne moscovita, infatti, ha perso 7-5 6-1 da Angelique Widjaja senza nemmeno giocare un rovescio!
Non è la prima volta che la Koulikovskaya mette in mostra questa sua particolare abilità. Ma il fatto che la sua carriera non sia mai seriamente decollata le sta facendo pensare che forse sarebbe meglio cambiare tattica: "Quando ho iniziato ad andare in giro per il mondo, a 14 anni, sono stata una sorpresa per tutti. E´ da quando ho sette anni che gioco in questo modo: il mio primo coach mi ha messo davanti ad un muro e mi ha detto di colpire la pallina 200 volte di dritto, prima di passare al rovescio. Io invece ho cambiato mano, e adesso non so più smettere".
Una vita segnata dall´essere ambidestra: "Ero mancina, ma a scuola mi hanno costretta a scrivere con la destra. Ora uso le posate con la destra ma gioco a golf con la sinistra. L´unica cosa che non riesco a fare è giocare a ping pong, perchè dovrei cambiare mano e c´è troppo poco tempo per riuscirci".
Ma ora sta pensando di imparare il rovescio, come suggeritole dal suo ragazzo: "Ma non riesco a dare forza, quando provo il rovescio, e non conosco l´impugnatura esatta".
Certo che il suo stile di gioco sull´erba è un pesante handicap: "L´erba non è proprio il mio terreno preferito. Posso migliorare molto sulla terra rossa"
fonte
Datasport news.

FRANCIA: DROGA MORTALE ALL´AVVERSARIO DEL FIGLIO

GIO 07/08/2003 Somministra sostanze tossiche agli avversari del figlio tennista, al fine di renderli più vulnerabili in partita, ma finisce per ucciderne uno. La tragica notizia viene dalla Francia.
Il sedicenne Maxime Fauviau è certamente un discreto tennista, ma non ha alcuna possibilità di diventare un campione. Invece suo padre Christophe Fauviau, 43 anni, militare in pensione residente a Dax, vicino a Bordeaux, definito di carattere arrogante e autoritario, forse lo voleva al Roland Garros o a Wimbledon tanto da somministrare potenti ansiolitici agli avversari del figlio per impedire loro di imporsi sul campo. Il responsabile della dolorosa vicenda, arrestato e formalmente incriminato per omicidio involontario tramite somministrazione di sostanze tossiche, ha già confessato.
La vicenda incriminata risale al 2 luglio scorso, quando Alexander Lagardère, venticinquenne maestro di tennis, affrontò in un torneo Maxime Fauviau, accompagnato come sempre dal padre: poche ore dopo quel match, perso sorprendentemente, Lagardère morì in un incidente stradale al volante della sua auto. Dapprima parve solo una fatalità, ma risultò preziosa una denuncia presentata pochi giorni prima da un altro giovane tennista, che il 28 giugno al torneo regionale di Bascons aveva visto il signor Christophe Fauviau mettergli “qualcosa” nella bottiglia dell’acqua. Subito non diede peso alla cosa, ma appena bevve un po’ di quel liquido si sentì male e in campo non seppe poi tenere testa a Maxime Fauviau, cedendogli la vittoria.
La bottiglia sospetta finì però alla Scientifica che vi scoprì tracce di Temesta, un potente ansiolitico che dà sonnolenza. La stessa sostanza poi trovata nel corpo senza vita di Lagardère, al quale però nessun medico aveva prescritto quel farmaco.
Tratto da "La Stampa" del 7 agosto 2003 .

LA TENNISTA, NATA A MANNHEIM, HA LA DOPPIA NAZIONALITÀ

GIO 18/09/2003 E´ alta, bionda, ha gli occhi azzurri, gioca magnificamente a tennis ed ha appena vinto i campionati di Germania under 16. Forse è una tedescona che prova ad inseguire le orme di Steffi Graf, ripetendone i successi in carriera? Sbagliato, è una napoletana doc e si chiama Vanessa Pinto. I genitori partenopei si sono trasferiti anni anni fa a Mannheim, perché dipendenti del Ministero degli Esteri presso il Consolato della città tedesca. E Vanessa è nata lì, come del resto le due sorelle minori. Tutte con una passionaccia per il tennis, tutte con un talento straordinario. Lei è naturalizzata tedesca, ha doppio passaporto e parla correntemente ambedue le lingue. «In casa si parla italiano - racconta Vanessa -, i miei genitori del resto sono napoletani e io sono molto legata all´Italia, ogni qual volta c'è l'inno nazionale alzo il volume della tv. Al Vomero vivono zii e cugine e sono felice quando possiamo fare una rimpatriata».
A Ludwigshafen, cittadina tedesca sulle rive del Reno, la giovane tennista italo-tedesca ha stravinto quest’estate gli assoluti tedeschi under 16, un titolo importante che la lancia tra le grandi promesse del tennis continentale. Si è giocato con temperature intorno ai 35 gradi, una sorta di prova di resistenza in cui la bella e flessuosa Vanessa, numero 1 del tabellone, poteva rischiare contro le più nerborute tedesche doc. Ma qualcuno non aveva fatto i conti con la sua determinazione. In finale, davanti a oltre mille spettatori, Vanessa ha dominato l'avversaria, Evelin Widiger, pericolosa mancina, vincendo il primo set 6-1. Nel secondo ha rimontato, con colpi spettacolari e coraggiosi, fatti di stop-volley e long-line, una situazione di 2-5, chiudendo sul 7-5. Quindi l´abbraccio alla famiglia, sfogando tutta la tensione accumulata in cinque giorni di match senza mai perdere neppure un set. Prima della premiazione qualche problemino all'antidoping, il caldo africano le aveva portato via molti liquidi e così i funzionari del Dtb (Federazione nazionale tennistica tedesca), gli sponsor e il sindaco hanno dovuto aspettare 45 minuti sotto un sole cocente prima di poterle consegnare il trofeo previsto per la vincitrice.
Vanessa si allena per 5 giorni alla settimana a Leimen, dove sono cresciuti i suoi idoli Boris Becker e Steffi Graf, e frequenta con impegno e ottimi risultati la decima classe del ginnasio. Ora è ad Essen , dove si stanno disputando i mondiali a squadre under 16. «E´ chiaro che adesso sento di poter ambire a qualcosa di più importante - ammette -, il sogno è entrare tra le prime 10 al mondo ma è un obiettivo che non sarà facile centrare. Un paio di volte all´anno vengo a Cervia, in Romagna, per stage di allenamenti, e faccio anche qualche puntatina in Croazia dove c´è il mio coach, Flego Robert. Ma il tecnico che mi ha formata è Michel Quistch, cui sono molto affezionata. Giocherei per l'Italia? Sicuramente, i tecnici italiani mi conoscono bene. Ma le opportunità le sto avendo grazie alla Germania, per il momento il mio futuro è qui. Capitemi, non è certo un tradimento».
di Stefano Prestisimone fonte "il Mattino Online" .

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